Esempio di carta da parati per ospedali e cliniche: design biofilico per l'umanizzazione degli ambienti sanitari e il benessere dei pazienti.

Design terapeutico e umanizzazione: La carta da parati Nanni Giancarlo nella camera 14 del Dossetti

L’ambiente in cui viviamo influenza profondamente il nostro stato d'animo. Questo concetto, noto come psicologia ambientale, diventa vitale quando applicato ai luoghi di cura, dove la parete non deve essere un limite fisico, ma un’opportunità di evasione.


La carta da parati Nanni Giancarlo è protagonista di un nuovo progetto di umanizzazione all'interno dell’Ospedale Dossetti di Bazzano. Qui, l'obiettivo non è stato solo arredare, ma prendersi cura delle persone attraverso la bellezza, trasformando la degenza clinica in un’esperienza più vicina al calore domestico.  

Parlare di bellezza all'interno di un ospedale non è un esercizio di estetica, ma un vero e proprio atto di cura. Per troppo tempo abbiamo considerato gli ospedali come "macchine per guarire", luoghi dove l'efficienza clinica doveva necessariamente passare per pareti bianche, luci neon e odore di disinfettante. Mentre, un ambiente bello e accogliente riduce lo stress e porta conforto. 


L'umanizzazione degli spazi: Il Design come atto di cura

Al di là della fornitura tecnica, questo intervento ha rappresentato per noi qualcosa di profondamente coinvolgente. Spesso ci occupiamo di tecnologie, estetica e tendenze; in questo progetto tutti questi punti dovevano convergere, in più ci siamo misurati con il valore primario del sollievo.  Il Team Nanni Giancarlo ha coinvolto varie figure, partendo dal design personalizzato fino alla posa in opera professionale.


Il paesaggio della camera 14: Una finestra di libertà in memoria di Nicolò

Il progetto Camera nr. 14 ha un nome ed è Nicolò: Riveste un significato particolare, fortemente voluto e commissionato dalla Signora Annalisa Ragazzi, con l'intento preciso di donare sollievo e dignità ai pazienti allettati. "Dato che i pazienti sono allettati, è fondamentale che possano avere davanti agli occhi la bellezza".  In questo scenario, dove il tempo assume un valore diverso, la scelta è andata ben oltre il semplice decoro. 

A seguito della dolorosa scomparsa di Nicolò, la mamma Annalisa Ragazzi, ha scelto di trasformare il dolore in un gesto concreto a beneficio di altri pazienti e caregiver, attraverso l' intervento dedicato alla "Stanza n.14" del reparto dove Nicolò ha trascorso l’ultima fase della sua vita.  Il 16 aprile 2025 è stato presentato il progetto alle Dottoresse Stefania Magon e Luciana Boriani e alla Responsabile Coordinatrice infermieristica Roberta Sordelli che hanno seguito Nicolò.  L'esecuzione è stata affidata all'azienda Nanni Giancarlo.


Un progetto su misura: Il lavoro del Team creativo

Per la Camera 14, il team di Nanni Giancarlo ha lavorato partendo da zero. Non è stato sfogliato un catalogo, siamo partiti dal principio, con una sfida creativa e umana: tradurre i desideri della signora Ragazzi in un’opera che non fosse solo decorativa, ma profondamente empatica, che si adattasse  alle dimensioni specifiche della parete e alla prospettiva della stanza. Inoltre i colori dovevano essere freddi, senza però dare la sensazione di freddezza, al contrario doveva dare pace e serenità.

La sfida di una parete irregolare

Un'ulteriore prova era la natura irregolare della parete, con rientranze e sporgenze, che richiedevano un soggetto che minimizzasse l'effetto "spezzato".  Anche questa era una sfida importante, perchè l'interruzione irrazionale del soggetto avrebbe vanificato l'effetto finale.

Abbiamo scelto il tema paesaggistico perché parla di natura ed è facilmente riconoscibile. Il risultato è stata la realizzazione di uno scorcio naturalistico incontaminato, studiato per il suo impatto benefico sulla psiche, che mantiene il suo senso anche su una parete così irregolare. Grazie a cromie equilibrate e prospettive realistiche, funge da vera e propria terapia visiva: offre un punto di fuga sereno che distoglie la mente dal contesto ospedaliero, regalando una sensazione di connessione con la vita e con l'esterno. 

Il risultato è una particolare inquadratura naturale, che ci auguriamo possa offrire  istanti di serenità. Questo in realtà è l'obbiettivo che la nostra azienda si prefigge da sempre e dà un senso più profondo a tutto ciò che facciamo.


Un’opera sartoriale: il paesaggio dipinto da Grazia Boccafogli

Il team Nanni Giancarlo ha dato vita a un progetto d’arte "sartoriale" costruito interamente da zero. Sotto la spinta della sensibilità di Irene Nanni e della progettista visiva, Artist & Grafic Designer Grazia Boccafogli, che ha letteralmente dipinto il paesaggio, studiando ogni pennellata in funzione del paziente. La prospettiva è stata calibrata, trasformando la parete in un orizzonte aperto.

Anche la scelta cromatica è stata frutto di una ricerca meticolosa: Grazia Boccafogli ha lavorato su una palette di toni freddi che, contrariamente allo stereotipo, non comunicano distacco, ma una profonda sensazione di freschezza, pace e silenzio interiore. L’obiettivo era una sfida cromatica e prospettiva complessa: utilizzare tonalità fredde che, anziché risultare asettiche, trasmettessero un’inedita sensazione di pace, freschezza e accoglienza. Ogni dettaglio, dalla scelta del soggetto al punto focale, è stato calibrato per chi osserva il mondo dalla prospettiva di un letto d'ospedale, trasformando la parete in un orizzonte di serenità capace di abbattere i confini visivi della degenza. 

Questa sinergia ha permesso di riproporzionare graficamente il soggetto, assicurando che l'elemento principale della natura fosse sempre nel campo visivo ottimale del paziente allettato, garantendo un effetto immersivo totale. 

Orizzonte senza confini

La carta da parati raffigura un ampio paesaggio collinare che si estende a perdita d'occhio. La scelta di includere colline degradanti e un cielo terso punteggiato da nuvole soffici serve a sfondare visivamente la parete, eliminando il senso di claustrofobia tipico delle stanze di degenza. Il corso d'acqua che attraversa la scena funge da "linea di guida" per lo sguardo, invitando la mente a fluire e a uscire dai confini della stanza.

La palette colori: Il freddo che riscalda l'anima

Come richiesto, la predominanza è di tonalità fredde (l'azzurro vivido del ruscello, il celeste del cielo, i verdi argentei della vegetazione), ma l'effetto finale è tutt'altro che gelido.

  • L'azzurro del fiume e del cielo trasmette una calma profonda e una sensazione di aria pulita.

  • Il verde delle colline richiama la vita e la rigenerazione.

  • I tocchi di colore caldo (i fiori campestri gialli e rosati in primo piano) bilanciano l'insieme, aggiungendo quella nota di "casa" e vitalità necessaria per contrastare l'asetticità clinica.

La prospettiva dal letto

Si nota come il punto di fuga e gli elementi principali (il sentiero, il ruscello, gli alberi) siano posizionati per essere perfettamente fruibili da una posizione allettata. Il paziente non guarda una macchia di colore, ma entra in un sentiero di campagna. La precisione dei dettagli pittorici di Grazia Boccafogli — dai cipressi sul crinale ai piccoli borghi in lontananza — offre all'occhio continui punti di scoperta, fondamentali per combattere la monotonia del tempo ospedaliero.

Integrazione e cura

È interessante notare come l'opera non si fermi davanti agli ostacoli tecnici: la carta da parati avvolge gli spigoli e si integra perfettamente con i dispositivi medici e le placche elettriche a muro. Questo dettaglio non è banale: comunica che la bellezza non è un'aggiunta superficiale, ma un elemento strutturale della cura, capace di convivere con la tecnologia sanitaria senza esserne sottomessa.


La carta da parati come elemento narrativo

Una parete dipinta, per quanto di un bel colore, dice alla mente: "Qui finisce la stanza". La carta da parati personalizzata, invece, introduce una storia. Attraverso le sfumature e il design sartoriale eseguito da Grazia Boccafogli per Nanni Giancarlo, l'occhio del paziente non sbatte contro un muro, ma lo attraversa. La "morbidezza visiva" non è solo tattile, è una carezza per lo sguardo che trova dettagli, piani diversi e un orizzonte in cui perdersi.

Mentre una parete neutra, anche se dipinta di un colore riposante, rimane comunque  una superficie piatta e impersonale, la carta da parati introduce:

  • Morbidezza visiva e profondità narrativa.

  • Identità e calore, trasformando una stanza "di passaggio" in un luogo accogliente.

  • Superamento dell'isolamento, sostituendo il "non colore" ospedaliero con il ricordo e la vita.

È proprio questo il punto di svolta: la differenza tra colorare una stanza e narrare uno spazio. La carta da parati non chiude lo sguardo — specialmente un’opera d'arte creata ex novo come quella per la Camera 14 — agisce come un dispositivo di evasione psicologica

Dal "Luogo di Passaggio" al "Luogo dell'Io"

Negli ospedali il rischio è l'anonimato: stanze tutte uguali per pazienti che si sentono spaesati. L'identità che la carta da parati conferisce alla camera trasforma il concetto di "degenza" in "soggiorno". Quel calore non è solo estetico, è accoglienza antropologica: dice al paziente che quello spazio è stato pensato per lui, per il suo ristoro, diventando un rifugio protettivo.

Il "Non Colore" come isolamento

Sostituire il vuoto visivo con la vita (anche attraverso toni freddi, ma vibranti di natura) significa rompere l'isolamento. Il disegno richiama il ricordo di una passeggiata, il profumo di un bosco, la sensazione dell'aria aperta. È un ponte gettato tra l'interno della struttura e la vita che pulsa fuori, ricordando a chi è allettato che la bellezza fa ancora parte del suo mondo. La carta da parati non copre una parete, la trasforma in una finestra. Per un paziente, avere davanti un paesaggio non è solo arredamento, è avere una compagnia silenziosa che parla di vita.

 


Quando la bellezza diventa sollievo

Oggi sappiamo che quel vuoto visivo, di una parete bianca o anche colorata ma sostanzialmente anonima, non è neutro: è un messaggio di isolamento che può alimentare l'ansia. Introdurre la bellezza in questi spazi significa, invece, rimettere al centro la dignità della persona.  Il progetto della Camera 14 all'Ospedale Dossetti dimostra che il design su misura è uno strumento terapeutico potente, capace di portare luce e speranza dove ce n'è più bisogno.  

Ecco perché la bellezza è una forma di terapia:

1. La bellezza come "evasione" visiva

Secondo la psicologia ambientale, il cervello reagisce alle proporzioni armoniche e ai colori naturali rilasciando dopamina e riducendo il cortisolo (l'ormone dello stress). In un luogo di cura, la bellezza funge da distrazione positiva: un paesaggio dipinto su una parete, come quello della Camera 14 al Dossetti, permette alla mente di "evadere" dalle pareti della stanza. Per un paziente allettato, la bellezza è un orizzonte che sostituisce il nulla.

2. Umanizzare significa riconoscere l'individuo

L'ambiente asettico dice al paziente: "Qui sei un caso clinico". Un ambiente curato, con una carta da parati studiata nei minimi dettagli e colori che trasmettono serenità, dice: "Qui sei una persona e la tua sensibilità merita rispetto". La cura del dettaglio architettonico è il primo segnale di accoglienza che un ospedale invia al malato e alla sua famiglia.

3. Il valore del "calore domestico"

Spesso il trauma del ricovero deriva dallo sradicamento dalle proprie abitudini. Portare elementi di design — texture materiche, grafiche che richiamano la natura, luci calde — aiuta a ricreare quella sensazione di "casa" che è fondamentale per il benessere psicologico. Un paziente così si sente "ospite" in un luogo accogliente, e potrebbe rispondere meglio alle terapie e affrontare il percorso con maggiore resilienza.

4. La bellezza per chi cura

Non dimentichiamo che l'ospedale è anche un luogo di lavoro. Un ambiente bello e armonioso riduce il rischio di burnout per medici e infermieri. Lavorare immersi nella bellezza aiuta a mantenere alta l'empatia e la pazienza, migliorando la qualità della relazione medico-paziente.


"La bellezza non è un lusso, ma una necessità dello spirito umano."  

 


La sinergia tra estetica e rigore tecnico

In una struttura sanitaria come il Dossetti di Bazzano, l’estetica non può prescindere dalla sicurezza. Le qualità tecniche della carta da parati personalizzata Nanni Giancarlo sono state decisive:

  • Resistenza al Fuoco: Materiale ignifugo certificato secondo le normative vigenti.

  • Lavabilità e Igiene: Superficie lavabile per garantire i massimi standard di pulizia senza alterare i colori.

  • Certificazione VOC A+: Fondamentale per la qualità dell'aria interna, evitando il rilascio di sostanze volatili nocive in ambienti con pazienti fragili.

La carta da parati è un materiale composto da più elementi, ed ogni singolo componente è importante. La grammatura utilizzata di 350 gr x mq.  la rende  robusta, i prodotti utilizzati per la stampa sono a basso impatto ambientale, assenti da cloruro di polivinile, metalli pesanti, piombo, cadmio CFC o plastificanti di facile volatilità. 

 

Caratteristiche Essenziali             Prestazioni Specifica Tecnica Armonizzata
Reazione al fuoco Euroclass B-s2,d0 EN 15102:2007+A1:2011 - par. 4.1
Rilascio di formaldeide Passato EN 15102:2007+A1:2011 - par. 4.2
Rilascio di altre sostanze pericolose:
Metalli pesanti ed elementi specifici:            
Bario (<5 mg/kg),
Arsenico (<5 mg/kg),
Antimonio (<5 mg/kg),
Cadmio (<5 mg/kg),
Cromo (<5 mg/kg),
Piombo (<5 mg/kg),
Mercurio (<5 mg/kg),
Selenio (<5 mg/kg)
EN 15102:2007+A1:2011 - par. 4.3.1
Rilascio di Vinile Monomero (VCM) Passato EN 15102:2007+A1:2011 - par. 4.3.1
Assorbimento Acustico NPD (Nessuna Prestazione Determinata)       EN 15102:2007+A1:2011 - par. 4.4
Resistenza Termica NPD (Nessuna Prestazione Determinata) EN 15102:2007+A1:2011 - par. 4.5

 

La carta da parati utilizzata è di alta qualità, ripsondente a tutte le noramtive richeiste in ambito sanitario. Una particolare attenzione è posta alla marcatura A+  per le emissioni nell'aria interna, (anche se non è ancora obbligatoria in Italia). Per garantire  rivestimenti da parete sicuri anche sotto il profilo delle emissioni, in linea con la nostra filosofia  Safe&Eco 
 

A+ Certificazione sulla qualità dell’aria

Il VOC Emission Test Report è un certificato tecnico che attesta il rilascio di composti organici volatili (VOC -Volatile Organic Compounds) nell’ambiente). È fondamentale per valutare l’impatto sulla qualità dell’aria interna.  La classe A+ è la migliore e significa che il materiale:

- Non emette sostanze nocive in quantità significative
- È molto sicuro anche in ambienti sensibili
 

Compliant col sistema LEED (USA)

Significa che il materiale rispetta i criteri richiesti dalla certificazione LEED, il sistema americano che valuta la sostenibilità degli edifici.  È ideale per progetti che richiedono:

  • Attenzione alla qualità dell’aria interna
  • Uso di materiali certificati e sicuri
  • Conformità a standard internazionali (UE e USA) 
Irene Nanni e Grazia Boccafogli all'interno della stanza nr. 14
 
 


Il valore della competenza: Dal design alla posa

La bellezza di un rivestimento raggiunge la sua massima espressione quando viene installata a regola d'arte. Per questo progetto, il tocco finale è stato affidato ad una azienda d'eccellenza, specializzata nella posa in opera all'interno di strutture sanitarie, che porta con sé un bagaglio di esperienza e competenza tecnica unico. Operare in ambienti dove le normative igienico-tecniche sono vitali significa garantire, un risultato finale duraturo e sicuro.

Una filiera completa: dalla scelta del design all'eccellenza della posa, l'esperienza assicura estetica e precisione tecnica. 

 

Articolo a cura di:

Ginevra Benassi
Social manager, editor dei contenuti blog di Nanni Giancarlo
 

 

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