CLASSE DI REAZIONE AL FUOCO | Info
REAZIONE AL FUOCO | Info

INFO NORMATIVE: Classe di reazione al fuoco informazioni e approfondimenti sulla normativa

Cosa significa reazione al fuoco o classe di reazione al fuoco e che cosa comporta?

Preferisci ascoltare? https://youtu.be/vBKcI8vAgcY

La reazione al fuoco di un materiale rappresenta il comportamento del materiale stesso, quando è investito dal fuoco. 

In particolare, nell'ambito dei materiali da costruzione, si testa se e quanto propagano la fiamma, e gli effetti che  hanno all'interno degli ambienti coinvolti nell'incendio. 
Le classi di reazione al fuoco sono state introdotte in Italia con Decreto Ministeriale del 26 giugno 1984, che stabiliva sei classi:

0: materiale incombustibile;
1: materiale combustibile non infiammabile;
2: materiale combustibile difficilmente infiammabile;
3: materiale combustibile infiammabile;
4: materiale combustibile facilmente infiammabile;
5: materiale combustibile estremamente infiammabile.
 
 
Tuttavia nel 2005 un nuovo decreto ha introdotto le classi Europee. La comparazione tra le due normative non è facile, in quanto sono differenti.  La classificazione italiana di reazione al fuoco è succesivamente  abrogata dal D.M. del 14 ottobre 2022, col quale il Ministero dell’interno ha stabilito  valide le classi europee di reazione al fuoco.
Il 27 aprile 2022 è poi scaduto il termine per la produzione e l’immissione sul mercato omologati con le classi italiane.
Dal 27 ottobre 2023, infine, è vietato anche installare prodotti omologati secondo le sole classe italiane ed è necessario adoperare quelli che rispondono alla classificazione europea.
 
 
 

REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE

È un parametro specificatamente riferito ai materiali utilizzati nelle costruzioni, con particolare caratterizzazione dei materiali di rifinitura e rivestimento, delle pannellature, dei controsoffitti, delle decorazioni e simili, e si estende anche agli articoli di arredamento, ai tendaggi e ai tessuti in genere.
 
Il DECRETO 15 marzo 2005 investe espressamente i "Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo".
 
Il Regolamento dell’Unione Europea n. 305/2011 del 9 marzo 2011, fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione. Questo regolamento determina le condizioni relative all'immissione sul mercato dei prodotti da costruzione. Definisce anche criteri di valutazione delle prestazioni per questi prodotti e le condizioni di utilizzo della marcatura CE
 

In particolare si segnala che le opere di costruzione (requisito essenziale n.2) devono essere concepite e realizzate in modo che, in caso d'incendio:

  •     la capacità portante dell'edificio possa essere garantita per un periodo di tempo determinato;
  •     la generazione e la propagazione del fuoco e del fumo al loro interno siano limitate;
  •     la propagazione del fuoco a opere di costruzione vicine sia limitata;
  •     gli occupanti possano abbandonare le opere di costruzione o essere soccorsi in altro modo;
  •     si tenga conto della sicurezza delle squadre di soccorso.
 
 

CLASSI DI RAZIONE AL FUOCO ITALIANE E CLASSI EUROPEE

Le cosiddette euroclassi di rezione al fuoco  sono state introdotte per armonizzare le normative  in materia di prevenzione incendi  a livello europeo. Vanno dalla A1 alla F. La A1 indica i materiali incombustibili e si scende via via che aumenta la combustibilità. A queste si aggiungono altre due classi: la s (smoke), che indica la produzione di fumo ; la d (drops), relativa invece al gocciolamento. Entrambe possono avere valori che vanno da 0 (assente) a 3 (elevato).
 
 

NORMA TECNICA EN 13501-1 Comportamento al fuoco

La normativa regolamenta la classificazione di reazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione.
 
A livello europeo la norma tecnica EN 13501-1 armonizza la normativa in materia introducendo Euroclassi identificate con una lettera dell’alfabeto.  Il sistema di classificazione europeo privilegia, come parametro fondamentale, la valutazione del rilascio di calore in funzione del tempo, considerando il gocciolamento e la produzione di fumi (in termini di opacità e non di tossicità) quali parametri accessori. 
 
In alcuni settori specifici (come ad esempio nei locali pubblici, negli ospedali, negli ambienti fieristici ecc…) è fondamentale poter disporre di prodotti resistenti al fuoco.  Le certificazioni vengono redatte da enti terzi, che effettuano le prove sui materiali, e fornite dai produttori.
 


NORMATIVA EUROPEA REAZIONE AL FUOCO

La classificazione europea EN 13501-1 : “Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione", è andata ad armonizzare i vari standard nazionali, validi in precedenza (ad esempio “classe 1” per il mercato italiano ed “M1” per il mercato francese).  La classificazione europea  si compone di una sezione principale (che fa riferimento al livello d'infiammabilità del prodotto) e da una accessoria (che tratta del comportamento dei fumi e del gocciolamento):

Classificazione principale (relativa all’ infiammabilità):

    A1 / A2: materiali incombustibili (vetro / metalli ecc…)
    B : combustibili / non infiammabili
    C / D / E: combustibile / non facilmente infiammabile
    F : combustibile / facilmente infiammabile

Classificazione accessoria (fumo e gocciolamento):

    S1 / S2 / S3 = s =smoke (produzione di fumo durante la combustione)
    d0 / d1 / d2 = d = dripping (gocciolamento durante la combustione)

 

CLASSE INCENDIO NEGLI STATI UNITI

Negli Stati Uniti, i parametri di resistenza al fuoco sono definiti dalla ASTM E84 (acronimo di “American Society for Testing Material”) che definisce le “caratteristiche di combustione dei materiali costruttivi”. Sebbene il metodo di prova definito da ASTM E84 differisca da quello europeo, è ugualmente finalizzato a definire dei requisiti di prodotto che rispondano alle medesime esigenze.

Esistono tre tipi di classi: (i valori sono indicizzati)

Classe A ( o Classe 1 ): propagazione della fiamma da 0 a 25 // Sviluppo del fumo da 0 a 450;
Classe B ( o Classe 2): propagazione della fiamma da 26 a 75 // Sviluppo del fumo da 0 a 450;
Classe C ( o Classe 3): propagazione della fiamma da 76 a 200 // Sviluppo del fumo da 0 a 450.
 
 

ASTM E84 è più comunemente usato per testare prodotti da costruzione, ma è anche citato in alcune normative militari e navali. I materiali di rivestimento interno da installare su pareti e soffitti devono essere testati secondo ASTM E803 per la conformità alla Parte 84 del Codice edilizio internazionale.

Prodotti per l'edilizia ampiamente testati 

    Vernici e rivestimenti
    Carta da parati
    Adesivi
    Sigillanti e sigillanti
    Isolamento (compresi tubo, condotto e ventilatore)
    Pannelli del controsoffitto
    Pannelli acustici e sistemi di tessuti elastici realizzati sul campo
    Prodotti in legno (compresi legname, pannelli, finiture decorative, scandole e zattere)
    Isolamento riflettente e barriere radianti
    Materie plastiche e compositi legno/plastica
    Tessile
 

PAVIMENTI E RIVESTIMENTI IGNIFUGHI

materiali ignifughi (dal latino ignis, fuoco) sono tali quando sono certificati  non infiammabili oppure se possiedono caratteristiche grazie alle quali viene molto ridotta o molto ritardata la sua combustione.

Un materiale resistente al fuoco può essere:

  •     completamente ignifugo, cioè completamente incombustibile (per esempio le rocce): in questo caso si definisce di "classe di reazione al fuoco A1";
  •     parzialmente ignifugo: in questo caso si definisce di classe di reazione al fuoco A2, B, C, D, F; all'aumento della classe corrisponde una maggior facilità nello sviluppo della combustione.

Molti materiali particolarmente infiammabili possono essere sottoposti a ignifugazione, tramite la quale si riduce la loro classe di reazione al fuoco. L'utilizzo di sostanze ignifughe e d'ignifugazione come il BFR diminuisce notevolmente il rischio che si sviluppino incendi, oppure ne aumenta i tempi di propagazione.

 

ART. 4 - PRODOTTI INSTALLATI LUNGO LE VIE DI ESODO

Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività discipli-nate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo.(2) - (Gazzetta Ufficiale n. 73 del 30/3/2005)
 
1. Negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere, in luogo di prodotti di classe 1, e nei limiti per essi stabiliti dalle specifiche disposizioni di prevenzione incendi, sono installati prodotti classificati in una delle seguenti classi di reazione al fuoco, in funzione del tipo di impiego previsto:
a) impiego a pavimento: (A2FL-s1), (BFL-s1), (CFL-s1);
b) impiego a parete:       (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (A2-s1,d1), (B-s1,d0), (B-s2,d0), (B-s1,d1);
c) impiego a soffitto:      (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (B-s1,d0), (B-s2,d0).
 
 
 
 
Per approfondire la tematica relativa alla resistenza al fuoco dei materiali, reazione al fuoco di pavimenti e rivestimenti a parete, materiali classe 0 1 2, classe 0 antincendio,  resistenza al fuoco classe Bfls1 ex classe 1 e tante altre informazioni:

NORMATIVE E CERTIFICAZIONI PREVENZIONE INCENDI

Premesso che la normativa di prevenzione incendi è piuttosto complessa, qui di seguito diamo alcune informazioni generali.
 

NORMATIVE PRECEDENTI:

2003 REQUISITI DI REAZIONE AL FUOCO DEI PRODOTTI DA COSTRUZIONE installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi  →[Download]
 
D.M. 15 MARZO 2005 NORMATIVA REAZIONE AL FUOCO
Materiali a uso edilizia, pavimentazioni. Nuove classi di reazione al fuoco  [Download]

 

AGGIORNAMENTI:

Documenti ufficiali e i testi coordinati messi a disposizione dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e dalle relative piattaforme documentali dedicati al D.M. 15 Marzo 2005 (e al complementare D.M. 10 Marzo 2005) sulla reazione al fuoco dei materiali da costruzione e delle pavimentazioni:

  • Testo Coordinato Reazione al Fuoco - Vigilfuoco (PDF): Questa è la raccolta ufficiale in formato PDF curata direttamente dal sito dei Vigili del Fuoco. Contiene il testo coordinato del D.M. 10 marzo 2005 e del D.M. 15 marzo 2005, comprensivo delle tabelle di equiparazione tra le vecchie classi italiane (0, 1, 2, ecc.) e le nuove Euroclassi.

  • Le Nuove Classi Europee (Euroclassi): La suddivisione specifica per i materiali da costruzione, la marcatura pedice FL e i parametri aggiuntivi per lo sviluppo di fumo (s1 o s2).

  • Regole di installazione: Le limitazioni e i requisiti specifici per i materiali posizionati lungo le vie di esodo o negli altri ambienti delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.

 

LINK PAGINA PREVENZIONE INCENDI VIGILI DEL FUOCO  [Link]

 

La vecchia Classe 1 italiana "abbraccia" sia la Bfl s1 che la Cfl s1. Anche se le due Euroclassi non sono equivalenti tra loro: la Bfl-s1 offre prestazioni superiori rispetto alla C fl-s1, pur avendo il medesimo comportamento per quanto riguarda i fumi.


La Tabella 1 - Impiego a Pavimento dice che la vecchia Classe 1 italiana è equiparata sia a Bfl-s1 sia a Cfl-s1

Come funziona l'equiparazione del D.M. 15 Marzo 2005

  • Se il pavimento è NUOVO e certificato CE: generalmente, va bene sia un pavimento in classe Bfl-s1 sia uno in classe Cfl-s1. Entrambi sono legalmente accettati, se posati come richiesto dal certificato o su un sottofondo considerato ignifugo secondo la normativa.  Quando si progetta un edificio da zero o si applica il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i.), che ragiona direttamente ed esclusivamente in Euroclassi senza più passare per le vecchie classi italiane, sono accettate entrambe le classi anche nelle vie di esodo, ad esclusione di alcune eccezioni, come ad esempio nelle scale protette e nei filtri (vie d'esodo verticali protette),  dove la classe Cfl-s1 non è più considerata sufficiente e viene pretesa la Bfl-s1.  

  • Se il materiale invece è già presente (o certificato con le vecchie norme): Un materiale che ha il vecchio certificato italiano di "Classe 1" copre e soddisfa le richieste.

  • Se il materaile non ha la certificazione? Può scalare di classe e quindi è necessario un parete tecnico.

 
 
Tabella comparativa delle classi di reazione al fuoco
 
  

Ricordiamo l'aggiornamento (Gazzetta Ufficiale n. 73 del 30/3/2005)

 
Art. 4 - Prodotti installati lungo le vie di esodo 1. Negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere, in luogo di prodotti di classe 1, e nei limiti per essi stabiliti dalle specifiche disposizioni di prevenzione incendi, sono installati prodotti classificati in una delle seguenti classi di reazione al fuoco, in funzione del tipo di impiego previsto:
a) impiego a pavimento: (A2FL-s1), (BFL-s1), (CFL-s1);
b ) impiego a parete: (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (A2-s1,d1), (B-s1,d0), (B-s2,d0), (B-s1,d1);
c) impiego a soffitto: (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (B-s1,d0), (B-s2,d0).
 

Cosa contiene la G.U. n. 73 del 30/03/2005:

  1. Il Decreto Ministeriale (Ministero dell'Interno): Definisce le regole per l'impiego dei materiali in base alle nuove Euroclassi nei luoghi con specifiche norme antincendio (come le scuole, le strutture alberghiere, gli ospedali).

  2. La Tabella 1 (Impiego a pavimento): È la tabella dove trovi la riga della Classe 1 italiana che si apre a ventaglio e si mappa su:

    • Classe A2fl-s1

    • Classe Bfl-s1

    • Classe Cfl-s1

 

D.M. 14 ottobre 2022:

Il D.M. 14 ottobre 2022 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2022 ed entrato in vigore il giorno successivo) rappresenta una vera e propria pietra miliare per la sicurezza antincendio in Italia.

È il decreto che ha chiuso l'era delle vecchie "classi italiane" (Classe 0, 1, 2...) per i prodotti da costruzione, obbligando tutti a parlare un'unica lingua: quella delle Euroclassi (regolate dalla norma UNI EN 13501-1).

I punti cardine di questo decreto e il motivo per cui si collegano alla conversazione che stiamo facendo si riassumono in tre aspetti principali:

Abolizione definitiva dei test e delle classi italiane

Cosa è cambiato:

  • Il D.M. 14 ottobre 2022 ha stabilito che i prodotti da costruzione immessi sul mercato devono essere classificati esclusivamente tramite il sistema europeo delle Euroclassi.

  • Ha eliminato qualsiasi riferimento residuo alle vecchie classi italiane all'interno del Codice.

  • Ha blindato le corrispondenze: per essere inserito nel gruppo a massima prestazione per i pavimenti (GM1), il materiale deve avere come requisito minimo la classe Cfl-s1.

 

Per quanto riguarda la prevenzione incendi negli asili nido e negli ospedali?

Precedentamente, se una vecchia norma antincendio richiedeva la "Classe 1" in una via d'esodo (atrio, corridoio, scala, rampa, ecc.), si poteva sostituirla indistintamente con una Euroclasse che arrivava fino alla Cfl-s1.

Per ben 10 anni (dal 2005 al 2015), questo articolo è stato la "legge assoluta" e ha permesso di installare pavimenti Cfl-s1 in qualsiasi tipo di via d'esodo, comprese le scale, purché la norma verticale di riferimento parlasse di "Classe 1". 

Cosa è successo dopo e perché questo articolo non si applica più agli asili nido progettati oggi?

Il quadro è cambiato radicalmente per due motivi successivi:

L'arrivo del Codice (2015) e della regola per i nidi (2020)

Il D.M. 06/04/2020 ha inserito gli asili nido nel Codice di Prevenzione Incendi (Capitolo V.9).

Il Codice non usa più le vecchie regole prescrittive basate sulla "Classe 1", ma definisce direttamente i requisiti in base al rischio delle aree. 

  • Nei corridoi (vie d'esodo orizzontali) accetta la classe Cfl-s1.

  • Nelle scale protette (vie d'esodo verticali protette) pretende minimo la classe Bfl-s1 

Il D.M. 14 ottobre 2022 ha aggiornato radicalmente i criteri, specificando che per le nuove installazioni e i nuovi progetti si applicano le regole europee più restrittive basate sul flusso radiante e sullo scenario d'incendio reale, superando la vecchia "conversione cumulativa" dell'Articolo 4 per le zone a maggior rischio.

Questa regola non vale solo per gli asili nido e gli ospedali, ma si applica genericamente alle attività considerate "sotto il controllo dei Vigili del Fuoco" (le attività elencate nel D.P.R. 151/2011) che vengono progettate o adeguate oggi:
 

Sì, hai capito perfettamente il principio generale. Il pavimento in classe Cfl-s1 è diventato lo standard di sicurezza elevato (il livello base per i pavimenti resistenti al fuoco nel Codice) per quasi tutte le stanze e i corridoi ordinari, ma non può mai entrare nelle vie d'esodo verticali protette (scale protette e filtri), dove serve obbligatoriamente il Bfl-s1.

Questa regola non vale solo per gli asili nido e gli ospedali, ma si applica a tutte le attività considerate "sotto il controllo dei Vigili del Fuoco" (elencate nel D.P.R. 151/2011) che vengono progettate o adeguate oggi. Per fare un esempio:

1. Scuole di ogni ordine e grado

  • Dalle scuole materne fino alle università e accademie. Nelle aule, nelle palestre e nei corridoi scolastici ordinari basta il Cfl-s1, ma nelle scale d'emergenza protette serve il Bfl-s1.

2. Strutture Ricettive (Alberghi e Hotel)

  • Hotel, pensioni, villaggi turistici, rifugi ed ostelli (con più di 25 posti letto). Le camere d'albergo e i corridoi dei piani Bfl-s1 o Cfl-s1, mentre i vani scala d'esodo protetti esigono il Bfl-s1.

3. Uffici e Aziende

  • Grandi complessi di uffici (con oltre 25 persone presenti). Anche qui, le scale protette richiedono prestazioni superiori.

4. Attività Commerciali e Negozi

  • Centri commerciali, supermercati, grandi magazzini e negozi con superficie lorda superiore a 400 mq. Nelle aree di vendita e nei magazzini ordinari il Cfl-s1 è a norma, ma le vie d'esodo verticali protette dedicate all'evacuazione del pubblico richiedono il Bfl-s1.

5. Locali di Pubblico Spettacolo e Impianti Sportivi

  • Teatri, cinema, discoteche, sale conferenze, palazzetti dello sport e stadi. Data l'altissima densità di affollamento, la protezione delle vie di fuga verticali (scale) tramite la classe Bfl-s1 è tassativa.

6. Strutture Sanitarie e Socio-Assistenziali (oltre agli Ospedali)

  • Case di cura, cliniche private, RSA (Residenze Sanitarie Assistite) e centri di riabilitazione. Come per gli ospedali e i nidi, la presenza di persone che potrebbero avere difficoltà a muoversi da sole rende ancora più severo il controllo sui pavimenti delle scale protette.

 
 
 
CONTINUA CON:
 

Carta da parati ignifuga

Catalogo pavimenti ignifughi

 

[I contenuti di questo articolo hanno un fine esclusivamente informativo. Poiché le norme cambiano spesso, e ogni caso specifico ha le sue peculiarità, consigliamo sempre di approfondire i temi trattati consultando le fonti ufficiali e rivolgendovi a tecnici abilitati]

 

 

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